Affidabilità dei sistemi informatici bancari

Stavo lavorando in una banca ad un porting verso tecnologie attuali di un sistema esistente da qualche anno. Nell’ambito di tale progetto dovevo realizzare un modulo del sistema il cui compito era sostanzialmente quello di estrarre da DB dei record con un campo data maggiore o uguale alla data di odierna, eseguire alcune elaborazioni e scriverli in un file da inviare ad un sistema a valle per una successiva elaborazione.

Il campo che conteneva la data era un campo CHAR di 8 caratteri e ci era stato assicurato che tutte le date erano nel formato YYYYMMDD. In questo modo per selezionare i record con una data maggiore di quella odierna si poteva sruttare l’ordinamento alfabetico e ad esempio scrivere una condizione del tipo

data >= '20052310'

Facendo qualche test mi sono però accorto che in realtà nel db c’erano record con date nel formato DD/MM/YY. La condizione restituiva perciò anche record con valori pari ad esempio a “23/12/98″, “20/10/89″ ed in generale qualsiasi data il cui giorno fosse maggiore o uguale a 20. Questo perchè, in ordine strettamente alfabetico, “23/12/98″ segue “20052310″. I record che avrebbero dovuto essere stati estratti erano qualche decina, invece la presenza delle date nel formato inatteso, ne faceva salire il numero a qualche centinaio.

Dopo un consulto con un programmatore che lavorava alla manutenzione del sistema decidemmo di lasciare i dati scorretti sul DB ma eliminarli nella query di selezione. E quindi in dettaglio la condizione diventò…

data >= '20052310' AND data not like '__/__/__'

Tutto sembrava andare per il meglio, il file contenente i risultati divenne molto più corto e l’elaborazione successiva ne avrebbe certamente giovato.

Mi pareva comunque strano come per i sette o otto anni precedenti il sistema a valle avesse elaborato ogni giorno centinaia di record inutili senza che sollevare il minimo problema.

In fase di test un file campione genenrato dal nuovo sistema doveva essere caricato dal sistema successivo. Il giorno del test ricevetti una telefonata ed il tecnico all’altro capo del filo mi disse che il test era fallito poichè alcuni record contenuti nel file non trovano riscontro nei dati di altre tabelle. Pronto ad affrontare una noiosissima sessione di debug mi accorsi che nel file prodotto non trovavo minimamente traccia dei record errati a cui si era riferito il tecnico.

Dopo una ricerca trovai i record incriminati nel file che era stato prodotto non dal nostro nuovo sistema ma dal vecchio sistema correntemente in produzione. Insomma, per una svista, il tecnico aveva sottoposto a test non il file prodotto dal nuovo sistema, ma quello prodotto quotidianamente, ormai da anni, dal sistema in produzione. E ci aveva trovato pure degli errori!

Quanti euro vale la classe energetica di un appartamento ?

In Lombardia è ormai d’obbligo che qualsiasi appartamento acquistato sia accompagnato dall’attestazione di certificazione energetica. Questo documento riporta alcuni indicatori riferiti all’appartamento in vendita, tra i quali uno dei più importanti è il fabbisogno energetico dell’appartamento. Tale parametro è un’indice di quanta energia è necessaria per ogni metro quadrato di superficie allo scopo di garantire durante il periodo invernale una temperatura interna costante di 20°C. Tale parametro è il risultato di una simulazione che tiene conto delle dimensioni e delle caratteristiche costruttive dell’appartamento e degli impianti di riscaldamento presenti.

A questo punto è lecito aspettarsi che i proprietari di casa che stanno vendendo potranno variare il prezzo di vendita in base alla classe energetica dell’edificio: più la classe è buona, minori sono i consumi previsti, più economico sarà il mantenimento della casa e maggiore potrebbe dunque essere il prezzo di vendita.

Tuttavia possono sorgere nell’acquirente delle lecite domande:

  • Mi viene chiesto un esborso maggiore rispetto ad un equivalente appartamento di classe G poichè l’appartamento è in classe B. Questo sovrapprezzo è giustificato oppure no?
  • Quanto pagherò ogni anno per il riscaldamento dell’appartamento in classe D ?
  • Se compro o affitto un appartamento in classe C, quant’è il risparmio ogni anno rispetto ad un appartamento di vecchia costruzione, tipicamente in classe G ?

Il seguente specchietto aiuta a rispondere a queste domande. Le prime colonne indicano le classi energetiche utilizzate in Lombardia con i rispettivi intervalli di fabbisogno energetico per metro quadro.

Le colonne più a destra mostrano rispettivamente il fabbisogno totale per un appartamento di 40 metri quadri in una determinata classe, il costo previsto per il riscaldamento ed infine il risparmio che si ha rispetto ad un equivalente appartamento di classe G, espresso sia in moneta sonante, che in valore percentuale.

Classe Fabbisogno energetico
Superficie di riferimento in m² 40
min max medio
Fabbisogno Spesa Risparmio su classe G
kWh/m²yr kWh/m²yr kWh/m²yr
kWh/yr €/yr €/yr %
A+ 0 14 12,6
504 47,24 740 0,94
A 14 29 26,1
1044 97,85 689 0,88
B 29 58 52,2
2088 195,69 592 0,75
C 58 87 78,3
3132 293,54 494 0,63
D 87 116 101,5
4060 380,51 407 0,52
E 116 145 130,5
5220 489,23 298 0,38
F 145 175 160
6400 599,82 187 0,24
G 175
210
8400 787,27 0 0


Quindi nel caso stiate per acquistare un monolocale in classe sappiate che ragionevolmente il risparmio energetico rispetto ad un monolocale trentennale non può che aggirarsi sui 1000 euro all’anno. Buon acquisto.